Liturgia: settembre 2026 …prepariamoci

20 settembre 2026
quarta domenica dopo il Martirio (anno A)

nota bene 1.

Come già dicevo settimana scorsa. “Le domeniche dopo il martirio di Giovanni ci presentano la grandezza di Gesù con testi evangelici non sempre facili anche se molto ricchi teologicamente. Vi si nota quasi la preoccupazione di non disperdere nulla di ciò che riguarda Gesù, disperdendo un po’ la linearità della proposta.”
Questa domenica anche le letture e il salmo risultano più complessi da coordinare ma aiutiamoci un po’. Gesù, oggi, viene guardato come il centro di un’alleanza rinnovata  con parole che troviamo nel Vangelo: lui è il sigillo-garanzia del Padre; è il pane che dura perché viene dal cielo; lui è il pane della vita.
Le letture il salmo ci portano a questo “sguardo”.

Is 63, 19b – 64, 10

Tema:

è un brano tratto dal terzo Isaia (per intendersi quello che scrive alla fine dell’esilio e subito dopo). Complicato consolare un popolo in quelle condizioni.
Ne troviamo una sintesi in Is 63,19a: “siamo diventati gente su cui non comandi più; su cui il tuo nome non è stato mai invocato!”. Disperazione totale!

1. Ma questo non toglie la possibilità di pregare, di esprimere un desiderio, un anelito  (is 63,19b):” Se tu squarciassi i cieli e scendessi!”
2. L’anelito si fa memoria: grandezza delle teofanie (Isaia 64,1-3); fedeltà del suo agire (64,4a); lo scontro col nostro peccato (64,4b-6) e storia in particolare l’esodo
3La memoria si fa implorazione: “tu sei nostro Padre!” “non adirarti, non ricordare…; guarda…” (64,7-9)

Genere letterario:

supplica che si apre alla speranza, non dimenticando i tratti di tragica attualità.

Indicazioni per la proclamazione:

come dalla spiegazione del tema si capisce facilmente bisognerà nella lettura modificare il tono con la delicatezza del tremito iniziale (1) che lascia posto alla gioia di raccontare(2) e alla perplessità nella supplica di una grazia immeritata.(3)

Sal 76 (77), 3-9. 13-14. 16

Tema:

lo possiamo immaginare come una “ripresa in preghiera”  di quanto detto nella prima lettura .
La supplica si apre progressivamente alla lode

Genere letterario: supplica-lode

Indicazioni per la proclamazione:

Inizierei con un tono pacato, supplichevole
al punto da non cantare il ritornello all’inizio, per dare questo senso fatica-lontananza della nostra preghiera.
Progressivamente il tono si schiarisce
e le ultime due strofe (ormai “chiare”) le lascerei alla risposta dell’assemblea.
A questo punto concluderei con un canto -ritornello, cantato, GIOIOSISSIMO!

In concreto

salm.:  (Quasi sottovoce)       Vieni, Signore, a salvare il tuo popolo.

Ass.:   Vieni, Signore, a salvare il tuo popolo. 

salm.: Nel giorno della mia angoscia io cerco il Signore,
nella notte le mie mani sono tese e non si stancano;
l’anima mia rifiuta di calmarsi.
Mi ricordo di Dio e gemo,
medito e viene meno il mio spirito.

Ass.:   (con più vigore) Vieni, Signore, a salvare il tuo popolo.

salm.: Ripenso ai giorni passati,
ricordo gli anni lontani.
Un canto nella notte mi ritorna nel cuore:
medito e il mio spirito si va interrogando.

Ass.: (con vigore) Forse il Signore ci respingerà per sempre,
non sarà mai più benevolo con noi?
È forse cessato per sempre il suo amore,
è finita la sua promessa per sempre?
O Dio, santa è la tua via;
quale dio è grande come il nostro Dio?
Hai riscattato il tuo popolo con il tuo braccio,
i figli di Giacobbe e di Giuseppe.

(in canto): Voglio esaltare il nome del Dio nostro;
è Lui la mia libertà!
Ecco il mattino, gioia di salvezza:
un canto sta nascendo in noi!

Vieni o Signore, luce del cammino,
fuoco che nel cuore accende il “sì”!
Lieto il tuo passaggio
ritmi la speranza, Padre della verità.

Eb 9, 1-12

Tema: l’autore che scrive a un gruppo di cristiani venuti dall’ebraismo si intenerisce nel pensare ai ai riti antichi:

      1. la prima parte del tempio, il Santo, già ricca di simboli (candelabro, la tavola e i pani dell’offerta); seconda parte del tempio, il Santo dei santi, con segni particolarmente sacri: l’altare d’oro , l’arca, la manna, la verga di Aronne, che era fiorita, le tavole, i cherubini della gloria…
      2. Eppure in tutto ciò manca ancora qualcosa…
      3. Cristo completerà questa alleanza, questo tempio con il “sacrificio” autentico che è il dono della vita

 

Genere letterario: descrizione tenera che porta alla professione di fede

Indicazioni per la proclamazione:

lo dividerei nelle tre parti sopra citate leggendo
la prima con una delicatezza di chi ricorda la bellezza dell’infanzia;
La seconda parte con un po’ di “disillusione”
La terza con impeto per una pienezza che è gioia.

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