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Santuario San Martino

Il santuario di San Martino Vescovo in Balsamo (di cui è patrono e protettore) è un edificio religioso della città di Cinisello Balsamo, situato alla confluenza fra le vie San Saturnino (a sud) e San Martino (a nord), frontalmente al viale delle Rimembranze.

Storicamente è stata inoltre per secoli la chiesa di riferimento della locale comunità balsamese, attorno alla quale ha avuto sviluppo fino agli inizi del Novecento l’abitato cittadino.

Santuario SanMartino in Balsamo

Storia

Le prime notizie storiche su un edificio religioso dedicato a San Martino Vescovo risalgono alla fine del XIII secolo, quando viene riportata un’Ecclesia Sancti Martini appartenente alla pieve di Desio, all’interno dell’elenco delle chiese dell’arcidiocesi ambrosiana allegato al Liber Notitiæ Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Il primitivo edificio doveva presentarsi di dimensioni sicuramente non modeste, tanto da presentare al proprio interno almeno due altari, uno dei quali dedicato alla Madonna e collocato in una cappella laterale, lungo il lato meridionale della chiesa.

Le successive notizie storiche sull’Ecclesia Sancti Martini, fino al XIX secolo, si basano esclusivamente sulle visite pastorali condotte a partire dalla metà del XVI secolo. La loro importanza è cruciale non solo per il lavoro di censimento e rilievo degli edifici storici presenti nell’arcidiocesi, ma perché in molti casi queste visite costituivano il motore per il rinnovamento stilistico o architettonico dei luoghi di culto, come avvenuto peraltro anche per San Martino. Le fonti non attestano tuttavia ulteriori particolari né sullo stile, né sulle dimensioni effettive dell’edificio precedente all’ampliamento novecentesco. Dalla visita pastorale di padre Leonetto Clivone del 1567, risulta che la chiesa si presentasse ancora sostanzialmente invariata, caratterizzata da una pianta rettangolare, un’unica navata e una torre campanaria. La situazione risultava inalterata alla visita di Carlo Borromeo a Balsamo, l’8 luglio 1579, che nella sua delineatio riportava ancora il battistero e la sacrestia alla destra del coro. A questa visita risale la più antica riproduzione cartografica della chiesa che si conosca attualmente. Si tratta di una mappa complessiva della pieve di Desio, che rileva entrambi i borghi di Cinisello e Balsamo sviluppati attorno alle due rispettive chiese.

Nella successiva visita pastorale condotta nel 1596, monsignor Baldassarre Cipolla ritenne l’edificio troppo ridotto per poter accogliere tutti i fedeli balsamesi, suggerendo un ampliamento che peraltro poteva coincidere con il rifacimento della chiesa coerentemente alle nuove disposizioni della Controriforma. Risale pertanto all’anno successivo, il 1597, la stesura di un progetto che porta la firma di un tal Moneta, che prevedeva la trasformazione dell’abside da semicircolare a quadrata, la sostituzione del fonte battesimale con un battistero poligonale (collocato sul fianco settentrionale dell’edificio, in prossimità della facciata) e la sistemazione degli accessi al campanile e alla sacrestia (comunicanti attraverso due porte con il coro). L’orientamento della chiesa veniva invece mantenuto, con l’abside posta a occidente e la facciata a oriente, dotata questa di tre ingressi.

 
Il campanile, ultimato nel 1856.

I lavori vennero portati a compimento nei primi anni del Seicento, tanto che lo stesso Federico Borromeo nella sua visita pastorale del 21 luglio 1604, attestò la presenza di otto cappelle laterali (di cui non è però specificata la dedicazione), il trasferimento del fonte battesimale, la riconfigurazione dell’abside e il collegamento fra il coro e il campanile, lamentando tuttavia l’assenza della sacrestia (i cui lavori erano bloccati alle fondamenta) e avanzando perplessità riguardo alle dimensioni complessive dell’edificio, ritenute ancora eccessivamente ridotte.

La relazione del monsignor Antonio Verri,  in seguito alla sua visita pastorale del 1745, risulta infine l’ultima fonte che documenta l’impianto originario della chiesa ad aula unica. In quell’occasione venne inoltre registrato un arricchimento della suppellettile ecclesiastica e degli arredi. Successivamente a questa visita, nel 1758, venne redatta una seconda mappa della pieve di Desio che andava a confermare la situazione già illustrata due secoli prima dalla precedente, con i borghi di Cinisello e Balsamo stretti attorno alle due chiese.

Nel 1856 venne ultimato e inaugurato l’attuale campanile, alto più di sessanta metri, voluto da don Giovanni Prato allora parroco di Balsamo. Fino al 1877 nelle immediate vicinanze della chiesa si estendeva linearmente verso sud lo storico cimitero di Balsamo, individuato da una croce stazionale risalente al XVI secolo, oggi dispersa. In seguito alle donazioni di terreni da parte della marchesa Cristiana Morosina, vedova del marchese Casati Stampa di Soncino, questo poté essere trasferito e ampliato in posizione più decentrata rispetto all’abitato, posto a sud est rispetto al precedente.

L’attuale assetto del santuario e l’impianto a croce latina absidata a tre navate (una maggiore centrale e due minori laterali) sono invece da imputarsi ai grandi lavori di ampliamento degli inizi del Novecento,  svoltisi sotto la guida di don Antonio Colombo. La chiesa raggiunse pertanto le attuali dimensioni di 24 m di larghezza per 30 m di lunghezza, affiancata a partire dal 1923 dall’oratorio Pio XI, realizzato dall’architetto Oreste Scanavini. 

In seguito alla crescita urbana e demografica di Balsamo, che dal 1928 era stata unita con Cinisello nel nuovo comune di Cinisello Balsamo, la chiesa di San Martino si venne a trovare in una posizione relativamente marginale rispetto ai nuovi insediamenti urbani, sviluppatisi in direzione di Cinisello.  Venne pertanto decisa la costruzione di una nuova parrocchiale, decentrata all’incirca mezzo chilometro più a nord-est, in grado di garantire una maggiore capienza per i fedeli. I lavori si svolsero fra il 1957 e il 1961, anno in cui venne benedetta e aperta al culto la nuova chiesa di San Martino Vescovo, in piazza Soncino. Da allora l’importanza della vecchia chiesa (dal 1978 definita santuario) è andata scemando, pur continuando ad essere utilizzata per officiare alcune messe e celebrazioni fino al 2012.

Durante la scossa di terremoto del 27 gennaio 2012 si staccano infatti il crocifisso dalla statua della Vergine benedicente (posta sulla sommità della facciata) e alcune tegole: la statua viene messa in sicurezza e rimossa, mentre l’intero edificio viene dichiarato inagibile dai Vigili del Fuoco.