Sito Parrocchiale San Martino in Balsamo

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7giorni

Il Sinodo: evento spirituale

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Il Sinodo: evento spirituale, di chiamata e di conversione personale ed ecclesiale

Siamo nel momento cruciale e più generativo del sinodo diocesano: l’apparente silenzio della macchina sinodale è la cornice che dà spazio al suono prodotto dal fitto lavoro delle tante realtà ecclesiali che in modo capillare stanno trasformando l’annuncio e il discorso (la visione di una “Chiesa dalle genti”) in realtà, in carne ed ossa. Alcuni segnali raccolti muovendomi in Diocesi proprio per osservare tutto questo lavoro – e per imparare da esso – ci rimandano alcune constatazioni che rilancio come risorsa.

Sono impressionato anzitutto dalle energie e dalla disponibilità che i territori e i diversi soggetti ecclesiali stanno manifestando. Penso sia corretto leggere questo dato come un primo “miracolo”: l’indizione del Sinodo ha consentito al corpo ecclesiale di scoprire delle energie e delle risorse che nessuno di noi pensava avessimo. Se il frutto fosse già soltanto la capacità di attivare in ogni decanato un luogo in cui leggere e interpretare i segni delle trasformazioni che stiamo vivendo come Chiesa diocesana, sarebbe sicuramente un grande risultato! Ci troviamo dentro un corpo ecclesiale che sta reagendo in modo positivo, che sta entrando nel processo sinodale vivendo come un evento spirituale, di chiamata e di conversione personale ed ecclesiale.

Ulteriore osservazione: le energie e le azioni messe in campo possono essere rilette, alla luce dell’esercizio contemplativo richiesto dal testo guida, come segni di quella dinamica di attrazione esercitata dalla croce di Cristo che tutti siamo invitati a riscoprire dentro il cambiamento culturale e sociale delle nostre terre ambrosiane. Il Sinodo si rivela veramente come l’occasione per vedere la Chiesa mentre viene generata continuamente, in ogni epoca, dallo Spirito di Dio come corpo di Cristo. La radice teologica e spirituale del nostro lavoro pastorale davvero sta emergendo con chiarezza.

Da qui un compito irrinunciabile: occorre che i decanati diventino sempre più il cuore pulsante del Sinodo. Diventando cioè un laboratorio, un luogo in cui non soltanto si raccolgono ma si interpretano i dati raccolti dalle varie parrocchie e dalle altre realtà ecclesiali e civili, favorendo così lo sviluppo di una lettura nuova, capace di riconoscere i segni dello Spirito che genera la Chiesa. Se il Sinodo minore fosse l’occasione per la nascita di simili luoghi, ci troveremmo di fronte ad un’operazione rivoluzionaria: stiamo per attivare una nuova epoca di implantatio ecclesiae, di radicamento della fede cristiana dentro la cultura e la società così profondamente in cambiamento. Stiamo cioè operando per dare corpo, realtà e carne, alla visione della Chiesa dalle genti che ci guida.

Mons. Luca Bressan
Presidente della Commissione di coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”
Vicario episcopale Arcidiocesi di Milano

 

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Contanti: segreteria parrocchiale e dell’oratorio

 

Agenda Parrocchiale dal 12-09-2015 al 20-09-2015

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28 dicembre 2015 - 2 gennaio 2016
CAPODANNO IN TERRA SANTA ANNO GIUBILARE:

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi 
alle tue porte, Gerusalemme! (Salmo 122)


Visitando la Terra Santa si cammina sulle traccia e sui passi del Figlio di Dio fatto uomo nel compiere la salvezza di tutta l'umanità.

Terra benedetta del Santo di Dio, terra storica del Vangelo, dove ogni passo riproduce il ricordo del passaggio di Gesù! Terra soprannominata «Quinto vangelo!».

Ma questa terra offre un altro vangelo vivo, umano, ecclesiale che, con la sua vita e la sua cultura, perpetua e testimonia attraverso i secoli Colui che un giorno vi rivolse l'appello: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo» (Mc 1,15): questa è la testimonianza della comunità cristiana che da secoli continua in modo visibile la presenza di Cristo nella sua terra e che riprende sempre per conto suo le parole di Giovanni: «Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi!» (I Gv. 1,1-2).

Presso segreteria parrocchiale:

  • programma con attenzione alle radici ebraiche e costo
  • iscrizioni fino ad esaurimento numero disponibile: posti limitati! Al momento ci sono già 18 iscritti... affrettati!
  • caparra € 100

 


 

 

Presso segreteria
parrocchiale:
 programma con
attenzione alle radici
ebraiche e costo
 iscrizioni fino ad esauri-
mento numero disponibi-
le: posti limitati! Al mo-
mento ci sono già 18
iscritti... affrettati!
Caparra € 100Presso segreteria
parrocchiale:
 programma con 
attenzione alle radici 
ebraiche e costo
 iscrizioni fino ad esauri-mento numero disponibi-le: posti limitati! Al mo-mento ci sono già 18
iscritti... affrettati!
Caparra € 100
 

La parola del parroco 17.11.2013

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MILLE LUCI per il BABY HOSPITAL di Betlemme

L'Avvento e il Natale del Signore lo vivremo quest'anno, come "attenzione ai luoghi dell'umano", in preghiera e solidarietà verso il Baby Hospital di Betlemme.

Il Caritas Baby Hospital di Betlemme è l’unico ospedale pediatrico in Cisgiordania e nella striscia di Gaza e, dal punto di vista sanitario, è una struttura irrinunciabile per la regione.

Dal 1952 le porte del Caritas Baby Hospital sono aperte ogni giorno – senza interruzione – a tutti i bambini palestinesi e alle loro mamme. Il fondatore, padre Pater Ernst Schnydrig, si era posto come obiettivo quello di assicurare un’assistenza medica di base ai più piccoli, prime vittime delle conseguenze del conflitto israelo-palestinese. Per loro, questo ospedale resta a tutt’oggi un’oasi di pace e di serenità.

Ogni venerdì, alle ore 17.00, le Suore Elisabettiane del Caritas Baby Hospital di Betlemme pregano lungo il muro che divide, anche attorno alla città che ha visto nascere Gesù, gli israeliani dai palestinesi. Muro che dice poi gli innumerevoli muri tra cui quello circa il permesso di portare i bambini, che ne hannoMILLE LUCI per il BABY HOSPITAL di Betlemme bisogno, in un ospedale più attrezzato. Permessi che vengono rilasciati il più delle volte in ritardo.

La prima pietra della «barriera di sicurezza», come viene definito il Muro dagli israeliani, è stata posta il primo marzo del 2004. Da allora cristiani, arabi ed ebrei vivono separati da pareti di cemento alte fino a 9 metri, da filo spinato e dai militari dei check point, unici punti di raccordo rimasti. «È una prigione a cielo aperto Centinaia di migliaia di ulivi sradicati, più di 40 pozzi persi, case, fattorie, edifici abbattuti: queste sono le conseguenze materiali del «Muro dell’apartheid» come lo chiamano invece i palestinesi. Ci sono poi le storie delle persone, delle loro vite distrutte per fare spazio al muro.

 

 

La parola del parroco 29.10.2013

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Consegna del Percorso Pastorale alla Comunità

L'inizio del nuovo anno pastorale coincide con la ripresa, nella comunità, delle ordinarie attività di catechesi e di formazione. In queste settimane sto incontrando i gruppi e le commissioni che lavorano, insieme al Consiglio Pastorale, nel pensare e nel promuovere i cammini spirituali per la nostra comunità.

Devo ringraziare tanti di voi per la fiducia e l'aiuto sincero e concreto: trovo sempre tanto entusiasmo e disponibilità di fronte alle diverse iniziative che vengono proposte.

Dopo questi incontri, con le commissioni, sarà reso pubblico e consegnato a tutta la comunità il Cammino Pastorale di quest'anno che vuole indicarci una strada comune su cui incamminarci dove il punto di riferimento è percorso diocesano “Il campo è il mondo”.

 

Il Decano e i Parroci di Cinisello Balsamo.

 

 



 

 
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Non tutti sanno che.....

Nel suo morire Pietro Da Verona intinse il dito nel sangue che gli colava dalla testa, e con gli occhi fissati sul suo sicario, scrisse per terra "CREDO", in acrostico:

"Carinus Religiosus Erit Domenicani Ordinis"

In questo modo avrebbe predetto il futuro di Carino come religioso nell'Ordine dei Domenicani.