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Home La Parrocchia 7giorni La parola del parroco 17.11.2013

La parola del parroco 17.11.2013

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MILLE LUCI per il BABY HOSPITAL di Betlemme

L'Avvento e il Natale del Signore lo vivremo quest'anno, come "attenzione ai luoghi dell'umano", in preghiera e solidarietà verso il Baby Hospital di Betlemme.

Il Caritas Baby Hospital di Betlemme è l’unico ospedale pediatrico in Cisgiordania e nella striscia di Gaza e, dal punto di vista sanitario, è una struttura irrinunciabile per la regione.

Dal 1952 le porte del Caritas Baby Hospital sono aperte ogni giorno – senza interruzione – a tutti i bambini palestinesi e alle loro mamme. Il fondatore, padre Pater Ernst Schnydrig, si era posto come obiettivo quello di assicurare un’assistenza medica di base ai più piccoli, prime vittime delle conseguenze del conflitto israelo-palestinese. Per loro, questo ospedale resta a tutt’oggi un’oasi di pace e di serenità.

Ogni venerdì, alle ore 17.00, le Suore Elisabettiane del Caritas Baby Hospital di Betlemme pregano lungo il muro che divide, anche attorno alla città che ha visto nascere Gesù, gli israeliani dai palestinesi. Muro che dice poi gli innumerevoli muri tra cui quello circa il permesso di portare i bambini, che ne hannoMILLE LUCI per il BABY HOSPITAL di Betlemme bisogno, in un ospedale più attrezzato. Permessi che vengono rilasciati il più delle volte in ritardo.

La prima pietra della «barriera di sicurezza», come viene definito il Muro dagli israeliani, è stata posta il primo marzo del 2004. Da allora cristiani, arabi ed ebrei vivono separati da pareti di cemento alte fino a 9 metri, da filo spinato e dai militari dei check point, unici punti di raccordo rimasti. «È una prigione a cielo aperto Centinaia di migliaia di ulivi sradicati, più di 40 pozzi persi, case, fattorie, edifici abbattuti: queste sono le conseguenze materiali del «Muro dell’apartheid» come lo chiamano invece i palestinesi. Ci sono poi le storie delle persone, delle loro vite distrutte per fare spazio al muro.

 

 

Non tutti sanno che.....

Nel suo morire Pietro Da Verona intinse il dito nel sangue che gli colava dalla testa, e con gli occhi fissati sul suo sicario, scrisse per terra "CREDO", in acrostico:

"Carinus Religiosus Erit Domenicani Ordinis"

In questo modo avrebbe predetto il futuro di Carino come religioso nell'Ordine dei Domenicani.