Sito Parrocchiale San Martino in Balsamo

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Home La Parrocchia 7giorni Papa Francesco 13.3.13

Papa Francesco 13.3.13

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Da tutta la Comunità di San Martino:

Grazie Papa Francesco per il tuo "SI"!


Con te, Papa Francesco, che con molta umiltà, chinando il capo e chiedendo la nostra preghiera di benedizione a Dio su di te, ti sei presentato a noi e alla scena del mondo contemporaneo, vogliamo credere e dire:

Noi amiamo la nostra Chiesa con i suoi limiti e i suoi doni: è nostra madre.

Per questo la rispettiamo, mentre sogniamo che sia sempre più bella.

Una Chiesa dove fa bene vivere, dove si può respirare e dire ciò che si pensa.

Una Chiesa libera.

Una Chiesa che ascolta prima di parlare, che accoglie invece di giudicare, che perdona senza voler condannare, che annuncia piuttosto che denunciare.

Una Chiesa misericordiosa.

Una Chiesa dove il più semplice dei fratelli capirà le parole di un altro, dove il più sapiente dei capi saprà di non sapere, sistemato e risolto in anticipo.

Una Chiesa saggia.

Una Chiesa alla quale lo Spirito potrà invitarsi perché tutto non sarà stato previsto,

Una Chiesa aperta.

Una Chiesa dove l’audacia di far cose nuove sarà più forte dell’abitudine a fare come prima.

Una Chiesa dove ognuno potrà pregare nella sua lingua, esprimersi nella sua cultura, esistere con la sua storia.

Una Chiesa della quale la gente dirà non «Guardate come sono organizzati» ma «Guardate come si vogliono bene».


Pasqua 2013

Celebrare ogni anno la Pasqua del Signore, ricordare e rivivere i suoi gesti e le sue parole, è confessare la fede nella resurrezione di Cristo, è affermare di credere che la vicenda di quell’uomo, Gesù di Nazaret, come lui ha vissuto e come lui è morto ed è tornato alla vita, possiede ancora oggi un valore e un significato grandi per la vita degli uomini e per l’intera storia dell’umanità. Per questo, la celebrazione memoriale del-la Pasqua del Signore rende i cristiani contemporanei alla Pasqua di Cristo, una contemporaneità che consiste nella permanenza di senso oggi per ogni credente dell’evento che egli celebra nelle liturgie pasquali. Se la Pasqua di Cristo ha senso oggi per il cristiano, egli è contemporaneo alla Pasqua e la Pasqua è contemporanea a lui: qui sta l’importanza decisiva delle celebrazioni liturgiche pasquali nella vita dei credenti. La Pasqua di Cristo, infatti, è ancora oggi salvezza se a essa ogni discepolo del Signore aderisce con l’intera sua esistenza. La ragione per cui la chiesa celebra annualmente le liturgie del Triduo santo è quella di far conoscere e far penetrare nei cristiani e in ogni uomo tutta la storia della salvezza illuminata dal soffrire, dal morire e dal risorgere di Gesù, e dunque dall’intera sua vita donata per la salvezza del mondo. Confessare ogni anno nelle liturgie della Pasqua del Signore che «Cristo è risorto dai morti» significa gridare a ogni uomo, a ogni essere vivente e a tutta la creazione che «l’amore è più forte della morte».

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Non tutti sanno che.....

Nel suo morire Pietro Da Verona intinse il dito nel sangue che gli colava dalla testa, e con gli occhi fissati sul suo sicario, scrisse per terra "CREDO", in acrostico:

"Carinus Religiosus Erit Domenicani Ordinis"

In questo modo avrebbe predetto il futuro di Carino come religioso nell'Ordine dei Domenicani.