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Sua Eccellenza Monsignor Adelio Dell'Oro

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Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
Mons Adelio Dell'Oro, neo eletto Vescovo, presiederà in San Martino la Celebrazione Eucaristica di Domenica 10 marzo alle ore 18.00.

Sono grato a Lui per aver accolto questo invito da parte mia e di diversi amici di questa comunità. Grato per averlo conosciuto nel lavorare insieme nella pastorale giovanile negli anni da coadiutore a Buccinasco.

Vi invito ad essere presenti, in modo particolare pregheremo lo Spirito Santo per la Chiesa chiamata a capire la scelta di Dio sul Nuovo Pastore.

don Enrico

 


 

Monsignor Adelio Dell’Oro ordinato Vescovo Sabato 2 marzo alle ore 17.30 in Duomo il card. Angelo Scola ha celebrato l’Ordinazione Episcopale del nuovo Amministratore Apostolico di Atyrau (Kazakhistan).

Don Adelio Dell’Oro è nato a Milano il 31 luglio 1948. Ha vissuto prima a Valmadrera fino al 1953 e successivamente a Chiuso di Lecco. Entrato nel Seminario diocesano di San Pietro martire (Seveso) nel 1959 e poi dal 1963 a Venegono, è stato ordinato sacerdote dal cardinale Giovanni Colombo il 28 giugno 1972. Dopo essere stato coadiutore in parrocchie di Milano, è stato missionario fidei donum della Diocesi di Milano a Karaganda dal 1997 al 2007.

Nell’omelia, il card. Scola, dopo aver salutato i vescovi del Kazakhistan presenti alla cerimonia, il Card. Tettamanzi e i Vescovi Ausiliari, rivolgendosi al neo- eletto, ha così dichiarato: “Carissimo don Adelio, sei stato chiamato ad annunciare e rendere presente nel mondo la grazia della redenzione, da Benedetto XVI, la cui limpida testimonianza di fede e di consegna totale di sé ci ha accompagnato in modo del tutto particolare in questi giorni. Questo ha voluto dirTi esplicitamente la sorgente profonda della Tua elezione a Vescovo Amministratore Apostolico di Atyrau. Nella Bolla di nomina il Santo Padre ha scritto: «A noi sta particolarmente a cuore promuovere la predicazione del Vangelo e confermare la fede cattolica, affinché tutti gli uomini conoscano sempre di più l’ineffabile carità di Dio e ne rendano grazie»”.

Ai numerosi presenti in Duomo l’Arcivescovo ha ricordato come don Adelio è “un figlio della nostra amata Chiesa, cresciuto ed educato tra noi, che ha maturato la sua vocazione cristiana e sacerdotale attraverso la grazia della partecipazione filiale al carisma di Monsignor Luigi Giussani, ed oggi è chiamato dal Santo Padre per essere garanzia sacramentale della presenza del Risorto nelle terre di Kazakhistan, come successore degli apostoli”.

L’arcivescovo ha proseguito notando come “il dono immenso della fede cristiana che, senza alcun merito da parte nostra, abbiamo ricevuto, spalanca la nostra vita e la chiama ad incontrare ogni uomo e ogni donna in ogni circostanza e situazione dell’umana esistenza. ..Per questo, nel cuore cattolico abita una profonda e intensa simpatia per tutto l’umano, fino al punto che, misteriosamente, un uomo può trovarsi a casa sua anche se abita a migliaia di kilometri di distanza dal suo paese natio”.

Il rito prevede poi, da parte del consacrando, l’impegno di “Predicare con fedeltà e perseveranza il Vangelo di Cristo, custodire puro e integro il deposito della fede, edificare il Corpo di Cristo perseverando nell’unità con tutto il Collegio episcopale sotto l’autorità del Papa, prendersi cura del popolo santo di Dio e guidarlo sulla via della salvezza, essere sempre accogliente e misericordioso verso i poveri e tutti i bisognosi, andare in cerca delle pecore smarrite, pregare senza mai stancarsi per il popolo santo, esercitare il ministero del sommo sacerdozio….” Il tutto si è aperto con la domanda:, «Vuoi adempiere fino alla morte il ministero a noi affidato dagli Apostoli che ora noi trasmettiamo a te?».

“Il tuo Sì – ha sottolineato l’Arcivescovo - non poggia più sulle sabbie mobili della umana fragile fedeltà, ma su quella di Gesù Cristo, il Testimone fedele, Colui che non viene mai meno. Ti è chiesto di ridire umilmente il tuo Sì a Cristo dall’interno di ogni circostanza e di ogni rapporto, perché tutte le cose parlino del Dio vivo.

Indicando poi le caratteristiche del Paese affidato a don Adelio, Scola ha rilevato: “L’Amministrazione apostolica di Atyrau insiste a cavallo di due continenti – l’Europa e l’Asia – ed è popolata da più di 120 etnie di diverse religioni. La Chiesa che ti è affidata sarà per noi un avamposto privilegiato, un seme prezioso della nuova evangelizzazione da coltivare con particolare cura. Di questa cura noi ci sentiamo corresponsabili, chiamati ad alimentarla con la nostra preghiera e la nostra testimonianza”.

L’arcivescovo ha concluso affidando il neo Vescovo e la sua Chiesa alla materna protezione della Vergine Santa. È Lei il nostro rifugio, la “sicurezza della nostra speranza”.

Il neo Vescovo ha quindi ringraziato tutti, a cominciare dalla famiglia, dagli amici di Valmadrera, di Chiuso e di Milano, delle associazioni ed ha spiegato il significato della sua insegna episcopale: “Unum loquuntur omnia” (“Tutte le cose parlano di una sola cosa”), cioè tutto è finalizzato al Mistero, da cui siamo raccolti in unità.

Video: L’ambrosiano don Adelio Dell’Orto vescovo in Kasakistan

Leggi: Omelia del Cardinale Angelo Scola del 2 marzo 2012

 

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Non tutti sanno che.....

Nel suo morire Pietro Da Verona intinse il dito nel sangue che gli colava dalla testa, e con gli occhi fissati sul suo sicario, scrisse per terra "CREDO", in acrostico:

"Carinus Religiosus Erit Domenicani Ordinis"

In questo modo avrebbe predetto il futuro di Carino come religioso nell'Ordine dei Domenicani.