Sito Parrocchiale San Martino in Balsamo

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home La Parrocchia 7giorni La parola del parroco 24.02.2013

La parola del parroco 24.02.2013

E-mail Stampa PDF

IL DIGIUNO È “CAMMINO DI LIBERAZIONE”

“Il digiuno cristiano vuole imprimere nel corpo un cammino di liberazione: si tratta di far partecipare il corpo a un passaggio dall'alienazione di idoli e poteri seducenti alla libertà. Per fare questo occorre saper dire dei no, fare opera di resistenza e di lotta, sapersi privare di qualcosa anche se buona e vivere tutto questo non solo a livello di pensiero, ma anche con il corpo”. Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, spiega il significato del digiuno: il digiuno cristiano, con riferimento a pratiche oggi in voga, non è né “misura salutistica” per “corpi appesantiti“, né “strumento di pressione politica”. “I cibi sono buoni”, prosegue, “ma astenersi da essi con intelligenza e in tempi determinati è esercizio di liberazione dalla tirannide delle pulsioni dei sensi. Se siamo più liberi”, siamo “anche più disposti ad ascoltare la Parola di Dio, a pensare con Dio, siamo meno contraddetti nel fare la volontà del Signore, più capaci di opporre dei rifiuti a tutto ciò che ci seduce illusoriamente”. “Non si dimentichi – è il monito del priore – che gli idoli sono un falso antropologico, ben prima che teologico! Per la sua qualità di concentrazione del desiderio sul Signore, il digiuno cristiano è così anima della preghiera e aiuto nel viverla”. Esso ha anche un altro significato che riguarda i rapporti del credenti con i fratelli: se è anima della preghiera, è anche esercizio di misericordia perché digiunando in verità e per amore, il cristiano è naturalmente portato a dare agli altri, a condividere ciò di cui si è privato. Il digiuno diventa così “l’apertura della porta del cuore alla condivisione della comunione” perché “quando uno comincia a sperimentare che «c’è più gioia nel dare che nel ricevere» allora condivide realmente i suoi beni con i fratelli più poveri, con quanti sono nel bisogno”.

Rammentando che “nel cristianesimo l’ultimo e definitivo comandamento, il comandamento nuovo lasciato da Gesù” è “Amatevi gli uni gli altri”, il priore di Bose spiega che “questo significa amare l’altro fino ad aiutarlo nel suo bisogno, fino a condividere con lui ciò che io ho in abbondanza. Vivere in autenticità questo comandamento di amore può essere favorito dalla pratica di un digiuno che – accompagnato, come dice Benedetto XVI, dall’ascolto della Parola di Dio soprattutto attraverso la lectio divina – si illumina di significato e si riveste di autentico ed efficace amore fraterno, un amore che si dilata a misura dell’umanità intera”.          

 

USSperanza

5 x 1000
C.F. 04122200969
...una tua firma a sostegno dei lavori di ristrutturazione del tuo Oratorio.

Statistiche


Non tutti sanno che.....

Nel suo morire Pietro Da Verona intinse il dito nel sangue che gli colava dalla testa, e con gli occhi fissati sul suo sicario, scrisse per terra "CREDO", in acrostico:

"Carinus Religiosus Erit Domenicani Ordinis"

In questo modo avrebbe predetto il futuro di Carino come religioso nell'Ordine dei Domenicani.