Sito Parrocchiale San Martino in Balsamo

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home La Parrocchia 7giorni La parola del parroco 17.02.2013

La parola del parroco 17.02.2013

E-mail Stampa PDF

LASCIATEVI RICONCILIARE CON IL DIO VICINO

Carissimi, con questa Domenica inizia il cam-mino quaresimale che ci condurrà a celebrare con cuore rinnovato, nella Pasqua del Signore, anche la nostra Pasqua. Nella nostra Comunità, questo cammino ha una partenza significativa e importante: gli

 

ESERCIZI SPIRITUALI PER TUTTA LA COMUNITA'.


E' questo un momento di Grazia del Signore per tutti noi. E’ il Signore che ci chiama, che chiama i nostri ragazzi, adolescenti, giovani adulti, famiglie, anziani. E' Lui che ci invita in questa settimana, a “stare con Lui” nell’ascolto della Parola, nella riflessione, nella preghiera. E questa decisione di fermarci, di stare con Lui, di accogliere questo suo invito diviene per noi capacità di ripartire più forti e sereni nel cammino della vita.

 

Quasi tutte le volte che Dio ci vuole comunicare qualcosa di importante lo fa attraverso momenti di silenzio dove possiamo ascoltare finalmente la sua Parola. Il silenzio fa tacere tutte le nostre voci, e tante volte ne rivela la loro falsità.

 

E’ stato così durante tutta la storia della salvezza a partire da Abramo.

 

ABRAMO: Dio chiama Abramo e lo induce a lasciare tutto e ad attraversare il deserto.

Ciò ci fa comprendere che è necessario stare in cammino e come Abramo è chiamato a lasciare tutto e a diventare nomade , così anche noi durante gli esercizi spirituali dobbiamo lasciare tutto per attraversare il deserto in modo che siamo più leggeri possibile. E’ difficile e doloroso cambiare le nostre abitudini ma solo così ci si  può ritrovare e ridare una dimensione giusta alla vita.

MOSE’: Anche Mosè viene chiamato ad andare nel deserto. Dio lo chiama a una missione opposta a ciò che egli sapeva fare. Questa missione di Mosè abbraccia tutto il popolo, e  tutto il popolo è invitato a lasciare tutto e ad attraversare il deserto insieme a lui. Tutto il popolo deve imparare a mettere in Dio ogni speranza e deve scoprire l’ obbedienza a Dio come possibilità di vita e di libertà vera.

ELIA: Ha una vera sete di solitu-dine e di deserto. La sua missione è quella di pregare e predicare. Quando il popolo non lo ascolta più, si sente stanco e fallito e si ritira nel deserto.  Come capitò ad Elia in 1Re 19, Dio non coccola nessuno nel deserto perché vuole persone che crescono.

GIOVANNI BATTISTA: Si ritira nel deserto dove attira il popolo e annunzia la presenza del Signore. Anche noi per annunziare la presenza di Dio dobbiamo prima ritirarci nel deserto.

GESU’: Come tutti i profeti lascia la vita occulta e va al deserto prima di farsi riconoscere come Messia. Qui è tentato dinanzi alla scelta di diventare il Messia secondo la logica umana, e quindi di rifiutare la redenzione del mondo at-traverso il dono di sé. Quando si è nel deserto si è sempre obbligati a prendere una decisione; o accettare la missione che Dio ci ha dato e viverla in pienezza o ritornare alla vita occulta: non c’è via di mezzo.

 

Questa legge del deserto è troppo costante e osiamo pensare che non possiamo fare a meno del deserto. L’urgente ci assorbe non lasciando spazio all’importante e illudendoci che la vita sta tutta qui: nel vivere l’urgente, soprattutto in questa società fatta solo per comperare in cui c’è:

  • incapacità di vedere
  • perdita del senso critico
  • perdita della consapevolezza dei valori

 

COME ENTRARE IN QUESTA SETTIMANA?

L’invito è quello prima di tutto di sentirla importante, importante al punto che a livello di calendario personale, di impegni, diamo priorità al programma che ci viene proposto. E questo in un ottica di fede, sentendolo proprio come “il desiderio di Dio” di parlare con noi. Dobbiamo poi ricercare il silenzio interiore: lasciando tutte le preoccupazioni. E’ importante il silenzio interiore; non si possono fare gli esercizi spirituali senza silenzio interiore.

Non è importante la quantità ma la qualità: 5 o 10 minuti di silenzio interiore sono meglio di una giornata solo di silenzio esteriore. La chiave poi per entrare in relazione con Dio è LA PREGHIERA: il cuore di Dio e aperto a tutti ed ognuno è il benvenuto. Se  la chiave per entrare nel cuore di Dio è la preghiera la porta è CRISTO. Che bontà di Dio averci messo Gesù sul nostro cammino; Dio sa che siamo duri di cervice e ci ha posto vicino il Suo Figlio. Gli esercizi spirituali ci possono aiutare a vedere gli incanti del cuore di Dio e ci aiutano in una relazione d’amore permanente e travolgente con Dio.

 

USSperanza

5 x 1000
C.F. 04122200969
...una tua firma a sostegno dei lavori di ristrutturazione del tuo Oratorio.

Statistiche


Non tutti sanno che.....

Nel suo morire Pietro Da Verona intinse il dito nel sangue che gli colava dalla testa, e con gli occhi fissati sul suo sicario, scrisse per terra "CREDO", in acrostico:

"Carinus Religiosus Erit Domenicani Ordinis"

In questo modo avrebbe predetto il futuro di Carino come religioso nell'Ordine dei Domenicani.