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Home La Parrocchia 7giorni La parola del parroco 13.01.2013

La parola del parroco 13.01.2013

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Nella PASQUA di CHIARA

 

Esprimo ancora una volta la mia vicinanza, unita a quella di tutti i Sacerdoti di questa Comunità parrocchiale, alla famiglia, agli scout, ai compagni di scuola, agli amici e a tutti coloro che l'hanno conosciuta e amata. Al di la delle tante parole, dei giudizi affrettati, invito tutti alla riflessione su questo momento di particolare sconcerto, dopo anche le ultime scelte legate a questa triste scomparsa. Affido tutto questo nella preghiera alla Madonna del Sabato Santo, riportando al cuore, come luce nell'oscurità e nella fatica del momento presente, alcuni pensieri del Grande Cardinale, amico dei giovani, Carlo Maria Martini.

Tu conosci, o Maria, probabilmente per esperienza personale, come il buio del Sabato santo possa talora penetrare fino in fondo all’anima pur nella completa dedizione della volontà al disegno di Dio.

Tu, o Maria, sei madre del dolore, tu sei colei che non cessa di amare Dio nonostante la sua apparente assenza, e in Lui non si stanca di amare i suoi figli, custodendoli nel silenzio dell’attesa. Nel tuo Sabato santo, o Maria, sei l’icona della Chiesa dell’amore, sostenuta dalla fede più forte della morte e viva nella carità che supera ogni abbandono. O Maria, ottienici quella consolazione profonda che ci permette di amare anche nella notte della fede e della speranza e quando ci sembra di non vedere neppure più il volto del fratello!


Oro, incenso e mirra

 

Riporto alcuni pensieri, che possono servire alla vostra riflessione, che ho sottolineato nell'omelia dell'Epifania e con i quali vi Auguro un Felice Anno Nuovo aperto alla speranza.

 

Oro, incenso e mirra: i doni dicono l'incontro tra l'umanità dei magi e l'umanità del bambino. Attraverso la sua umanità arrivano alla sua divinità. Dentro li, nel segno della "carne di Gesù", i magi trovano, riconoscono e adorano il Cristo, il Salvatore del Mondo. Amano la sua umanità, ora di bambino in braccio alla madre, e poi  umanità di uomo delle strade e amico dei pubblicani, i suoi anni nascosti, i suoi gesti pubblici, le sue mani sui malati e i suoi occhi negli occhi dei re, i suoi piedi e la polvere sulle strade di Palestina e poi il nardo che scende, e poi il sangue che cola. E infine il suo corpo assente.

 

Ora, adorando anche noi, nel silenzio del nostro cuore, volgiamo i nostri occhi al bambino in braccio alla madre, alla "carne di Gesù", e invochiamo lo Spirito Santo, perché, come per i magi, il segno si apra e noi possiamo vedere e riconoscere in questo bambino la presenza dell'Eterno, possiamo riconoscere questo bambino come Salvezza per noi e come Salvezza oggi, non domani.

 

A Medjugorje abbiamo intuito e visto cosa significhi salvezza: è un fatto nella vita di tante persone che abbiamo incontrato. E' un dono di riscatto da una vita provata, violentata negli anni della giovinezza, fallita, arrivata al suo limite tanto da invocare la morte come nel caso di Suor Ida…. una vita che ora canta il suo Magnificat perché testimone con i propri occhi di ciò che il Signore ha fatto per lei. Oggi c'è un messaggio di grande speranza: è il Dio dei lontani che adoriamo, dei cammini, dei cieli aperti, delle dune infinite e per tutti c'è una strada. Camminiamo con i Magi, camminiamo con questo Dio che seduce sempre perché parla la lingua della gioia.

don Enrico

 

Non tutti sanno che.....

Nel suo morire Pietro Da Verona intinse il dito nel sangue che gli colava dalla testa, e con gli occhi fissati sul suo sicario, scrisse per terra "CREDO", in acrostico:

"Carinus Religiosus Erit Domenicani Ordinis"

In questo modo avrebbe predetto il futuro di Carino come religioso nell'Ordine dei Domenicani.